Enogastronomia

 

I SAPORI DEL MONREGALESE

I FORMAGGI


foto: © Matteo Ganora www.matteoganora.com

Forse il prodotto più’ tradizionale di questo territorio, si produce nelle nostre valli dove si aprono estesi pascoli che in estate diventano meta di greggi e mandrie che consentono di mantenere la tradizione casearia , producendo una grande varietà di formaggi d’alpeggio.

Il raschera che prende il nome dall’omonimo lago alle falde del Mongioie e viene prodotto nel territorio di :Roburent, Pamparato, Frabosa Sottana e Soprana. E’ un formaggio semigrasso ,crudo, pressato, a pasta semidura di un colore bianco avorio, stagionato per un minimo di trenta giorni. Le sue forme possono essere tonde o quadrate.

Il raschera d’alpeggio che proviene da latte di vacche che pascolano oltre i 900 metri. Rispecchia nei suoi aromi e sapori le caratteristiche del formaggio e la stagionatura delle “selle”, i locali ricavati direttamente nella terra e utilizzati come celle di stagionatura. Prende il nome dal lago omonimo che si trova alle falde del Mongioie.

Il testun di pecora a cui si affianca il testun di capra, ha un nome originale che significa in dialetto “testardo”è un formaggio duro e compatto stagionato almeno quattro mesi nelle apposite cantine( cavò) e affinato su assi di legno dei
boschi della vallata.

IL Bruss prodotto fermentato indicato anche come il “formaggio che cammina”di pasta morbida dal sapore forte e piccante, ricavato dalla ricotta prodotta in montagna e con l’aggiunta di formaggi di vario tipo, va spalmato sul pane
e accompagnato da vino dolcetto.

Il blue di Frabosa è un formaggio che appartiene alla nobile famiglia degli erborinati, cioè screziati in pasta dalle muffe che i margari di Frabosa riuscivano ad ottenere da pane di segala raffermo. Il vino Barolo ed il Barbaresco sono i suoi migliori compagni.

Il Verzin è un formaggio erborinato ottenuto da latte vaccino di montagna, intero e crudo. Il nome si richiama al famoso marmo delle cave di Frabosa di colore bianco screziato da venature verdoline.

La tuma della Langa. Per garantirne la presenza in tavola ogni giorno dell’anno, al latte ovino viene aggiunta una parte di latte vaccino. Si accompagna a vini rossi giovani.

Eventi: Cheese (Bra) mese di Settembre ogni 2 anni
La sagra della raschera ( Frabosa Soprana) mese di Agosto
Sagra della raschera a Ormea ( mese di Settembre)

 

I SALUMI


foto: © Matteo Ganora www.matteoganora.com

Il salame crudo è un prodotto di carni fresche suine conciate con sale, pepe,spezie,e vin brulè, insaccato in budello naturale.

Il salame cotto è caratterizzato da presenza di lardelli uniformente distribuiti ed adesi all’impasto. E’ ottenuto da carni suine aggiunte ad aglio, aromi e spezie lasciate a macerare nel vino rosso in botti di rovere.

Il lardo dopo essere stato salato viene lasciato riposare in appositi contenitori finchè raggiunge un profumo delicato e aromatizzato con erbe delle alpi marittime.
E un colore bianco rosato. Il meglio servito su pane casereccio o arrotolato sui grissini.

La pancetta: dopo la salagione, effettuata a mano la pancetta viene arrotolata e stagionata per un periodo tra i 30 e i 60 giorni

La bala d’asu che letteralmente significa la “balla d’asino” è un insaccato tipico delle nostre zone. L’impasto è composto di carne d’asino e di carne di maiale, l’insacco avviene in trippa di vitello. Va consumato bollito, accompagnato da lenticchie, e purè di patate.


La salsiccia di Bra carne di bovino e suino insaccata prodotto nelle zone del Braidese ,viene consumata tagliata a bocconcini e consumata a crudo.

Il salame d’oca : L’allevamento è indirizzato non alla produzione del fegato grasso come per i cugini francesi, ma per la lavorazione della carne in salume.

Eventi : Peccati di gola mese di Novembre (Mondovi’)

 

LE CARNI


foto: © Matteo Ganora www.matteoganora.com

Sono le tipiche condizioni climatiche ed ambientali a rendere il nostro territorio particolarmente adatto all’attività zootecnia. Nelle stalle del Piemonte ed in particolare modo nel cuneese,sono allevati poco meno di 800.000 bovini,di cui 260.000 vacche che partoriscono in media un vitello all’anno. La razza piemontese fornisce animali con carni abbondanti nei tagli pregiati, di fine tessitura e con ridotta percentuale di grasso. L’alimentazione del bestiame allevato sul territorio, utilizza in massima parte i prodotti delle colture locali: fieno, orzo,mais, crusca di grano, paglia e leguminose.

Eventi : I sapori della carne Cuneo ( mese di Novembre)
La fiera del bue grasso di Carrù ( mese di Dicembre)
Da cortile a cortile a Bra ( mese di Settembre)
Madama la Piemonteisa a Savigliano (Settembre)

Varietà ovicaprine di razza roaschina e frabosana

Razze in via di estinzione,il cui latte viene in parte utilizzato per la produzione casearia .Tradizionalmente la carne di capra,macellata, viene messa a pezzi e stratificata sotto sale marino e lasciata per 20 giorni circa seguendo il vecchio metodo di conservazione. Con questo modo perde il suo gusto erbaceo. In cucina viene impegnata nella preparazione di un piatto tipico invernale denominato “ Capra e Fagioli”.

Eventi: fiera ovino e caprina di Villanova Mondovi’ mese di Novembre

Il Cappone di Morozzo

Pollo di sesso maschile –castrato all’età di 60-70 giorni e macellato a 6-7 mesi di vita.La produzione molto limitata dal punto di vista quantitativo e organizzata in modo da soddisfare la richiesta,che si concentra quasi esclusivamente intorno al periodo natalizio.


Eventi : La fiera del cappone a Morozzo ( metà Dicembre)
Fiera del real cappone a Racconigi ( metà Dicembre
)

 

I TARTUFI

Il piu’ nobile tra i tartufi è sicuramente il tartufo bianco d’Alba (Tuber magnatum Pico) che però si trova abbondantemente anche sul nostro territorio confinante. Matura nella langa monregalese nel tardo autunno fino a Dicembre. La voluttuosa versatilità, la capacità unica di rendere grande ogni piatto contribuiscono in modo determinante a rendere speciale questo fungo ipogeo. Lo si utilizza crudo, tagliato a lamelle su carne cruda al coltello, sull’uovo cotto al tegame, i tabarin al burro, il risotto alla parmigiana ,la fonduta alla piemontese.

Nelle nostre zone esistono anche altre specie di tartufi in quantità molto maggiori: Il tartufo nero (Tuber aestivum Vitt . “scorzone”), meno pregiato ma che viene apprezzato poiché in termini di sapore e profumo ha poco da invidiare al tartufo bianco.

Eventi : I peccati di gola a Mondovì nel mese di Novembre (inizio)
La fiera del tartufo ad Alba, (mese di ottobre, novembre)

I Funghi

Il porcino è il re dei funghi e lo si può raccogliere e consumare in estate ed in autunno. Possiede un cappello tondeggiante ,che nella parte superiore ,assume tonalità di marrone e in quella inferiore è spugnoso e di colore
bianco giallo. Può essere consumato crudo, trifolato con prezzemolo e aglio, fritto impanato e grigliato, sott’olio. Completa il condimento di sughi per la pasta, per risotti e per la polenta. E’ ottimo anche seccato per essere utilizzato in inverno.

Eventi: La fiera del fungo a Ceva nel mese di Settembre

 

Le Castagne

Nelle vallate cuneesi il castagno , per secoli ha sfamato con i suoi frutti generazioni di montanari ed ha costituito la base alimentare delle popolazioni rurali. Il suo legname ha riscaldato i casolari, ha fornito tannino, fogliame per il bestiame.
Il castagno divenne nei secoli albero del pane e si affermò nelle zone a maggiore pressione demografica dove fruttificava solo grazie ad assidue cure. Le castagne hanno rappresentato una possibile alternativa ai cereali, come cibo a destinazione prevalentemente popolare, in virtù della facile reperibilità. Più tardi l’alto valore alimentare hanno valso al frutto il nome di “ pane dei poveri”perchè portava alle popolazioni meno abbienti energia e proteine. Tutto ciò che la natura metteva a disposizione veniva trasformato , con finalità alimentari , in piatti inusuali, base di una cucina di sussistenza. Stimolando la fantasia sono stati inventati svariati modi di cucinare le castagne: arrostite o bollite in acqua o latte. Calde si consumavano con latte o vino come minestra;
macinate, costituivano sfarinati da impiegare come succedanei delle più costose farine di cereali nella preparazione di polenta, purè, focacce, zuppe.
E’ possibile che la presenza del castagno nel cuneese, risalga a migliaia di anni addietro, ma è con ogni probabilità che si diffuse nelle nostre vallate alpine durante l’impero romano. Attualmente nel cuneese,la specie ricopre oltre il 14% della superficie agricola e forestale e la produzione annuale di castagne e marroni è di circa 8400 t. Si trova un po’ su tutto il territorio dove nei mesi autunnali si raccolgono le caldarroste che vengono cotte in un tipico pentolone sospeso sul fuoco grazie ad un trepiede. Ottime sono anche le piccole castagne bianche che secche si conservano fino all’estate successiva e dalle quali si conserva la farina. Questa castagna è l’ingrediente principale di tante ricette. Si utilizza anche nei dolci, marmellate, biscotti,pasta fresca e un numero elevato di ricette che permettono dal pane al dolce di preparare un menu completo a base di castagne.

Eventi : La fiera del marrone di Cuneo ( Settembre)
Premio della castagna d’oro. a Frabosa Sottana ( Ottobre)
Fiera della castagna bianca a Pamparato ( Novembre)
Peccati di Gola a Mondovì (Novembre)
La fiera del marrone a Chiusa Pesio ( metà Ottobre)

 

La polenta di grano saraceno
E’ uno di piatti più’ tipici del territorio. Prende il nome dal grano saraceno,che insieme alla patata è l’altro ingrediente base per prepararla. La coltivazione del grano saraceno fu introdotta nelle nostre valli in seguito alle invasioni saracene che risalgono al primo millenio. Si diffuse ad alte quote dove tra la primavera e l’autunno il frumento e altri prodotti non riuscivano a giungere a maturazione.Il grano saraceno o “ furmentin” come viene chiamato, è anche tollerato da coloro che soffrono del morbo celiaco e non possono alimentarsi con i derivati del grano. Si semina in primavera e si raccoglie a fine estate. Dalla macinazione dei suoi chicchi si ottiene la farina morbida che si può’ anche utilizzare nella preparazione della pasta fresca.


Eventi: La fiera del grano saraceno ( Pamparato)
Peccati di Gola a Mondovì (Novembre)
Sagra della polenta Saracena ( Garessio)


Le Patate e Le Rape
Il comune tubero, importato dall’America si è adattato riproducendosi con facilità ad ogni altitudine e quota. Tuttavia alcuni luoghi hanno generato nei secoli ,patate migliori E’ il caso di quelle della Val Tanaro rinomate per essere particolarmente saporite. E coltivate in piccoli appezzamenti. Cosi’ le rape di Caprauna che viene coltivata su terrazzamenti in pietra hanno in realtà qualità superiori.

La zucca
E’ una pianta erbacea,coltivata per la produzione dei frutti commestibili e ornamentali,botanicamente detti peponidi,che sono bacche di notevoli dimensioni,dalle caratteristiche assai diverse secondo le specie.
I frutti commestibili si prestano a svariate preparazioni di cucina.

Eventi: Sagra della zucca a Piozzo ( Inizio Ottobre)

Le trote fario
I fiumi del monregalese sono ricchi di acque pure, che permettono alla fauna ittica di proliferare. Le nostre acque sono ricche di trote,carpe e salmerini. Particolarmente la trota fario ha delle incredibili qualità di gusto e tenerezza. La sua carne, si presenta bianca tendente al rosa. E’ ottima preparata al cartoccio o servite in delicati filetti insaporiti da erbe locali, oppure in carpione.

Eventi: I peccati di gola a Mondovì ( Novembre)

Le rane e le lumache
In valle Ellero
Rane –anfibio molto apprezzato per le sue carni delicate,nelle zone monregalesi si utilizza principalmente la rana verde(Rana esculenta)-un tempo ,era un cibo povero, attualmente molto ricercato dagli intenditori.La cottura locale più usuale e quella delle “ Rane fritte”.

Lumache di terra ,così vengono chiamate comunemente (ma in modo improprio ,perché sarebbe tecnicamente più corretto chiamarli chiocciole)alcuni molluschi gasteropodi con conchiglia,come la Helix pomatia alpina o altre specie delle steso genere,tutte più o meno apprezzate per la bontà delle carni.
Le preparazioni locali possono essere : Frittata di lumache- lumache al verde- lumache del cartunè- lumache alla diavola-risotto con lumache.

Eventi La fiera fredda a Borgo s. Dalmazzo ( inizio di Dicembre)
La fiera di Cherasco


Le paste di meliga

Si tratta di biscotti che vengono preparati mescolando farina di frumento, mais e uova, burro e zucchero, alcune volte miele, vaniglia e scorza di limone .Risultano gialle , profumate e l’impasto non troppo fine. Sono buone a fine pasto accompagnate dallo zabaione o pucciate nel vino locale
( il dolcetto).

Eventi: La fiera del grano saraceno a Pamparato (fine Novembre)
Peccati di gola a Mondovi’ ( Ottobre/Novembre)

Il cioccolato

La produzione del cioccolato ha un’antica tradizione locale con continuità e rispetto della tradizione I famosi “sorrisi del Santuario”, le praline a vari profumi, il salame del re, e i cioccolatini ripieni, ed i famosi monregalesi al rhum.

Eventi: Le feste della Madonna a Vicoforte (Settembre)
I peccati di gola a Mondovi’ ( Novembre)


Il miele
Le api ci insegnano i sentieri più veri dove trovare ancora luoghi incontaminati. Paesaggi, cascinali ben ristrutturati ,colline e montagne. Il nostro territorio si qualifica come punto di riferimento per i produttori di miele che nelle valli viene prodotto un po’ ovunque. Particolare le qualità di castagno, acacia, tarassaco e ciliegio.

I vini

La terra delle Langhe ,con terreni calcarei e marnosi ,è molto generosa nei confronti della vite.
I grappoli di Nebbiolo ,con acini piccoli e molto fitti, sono in grado di imprimere un carattere inconfondibile a vini come Barolo e Barbaresco pregiati vini D.O.C.G.


foto: © Matteo Ganora www.matteoganora.com


Il Barolo ,austero e longevo,tannico e ricco di grandissima personalità mentre il Barbaresco si presenta più morbido ed elegante , sono entrambi vini di grandissimo pregio,in grado di esaltare i sapori e i profumi dei piatti della sostanziosa cucina cuneese,alla quale carni rosse e selvaggina ,funghi,tartufi e splendidi formaggi ,offrono le loro invitanti intensità e varietà di sensazioni.
In provincia di Cuneo ,oltre al vitigno Nebbiolo già citato precedentemente, si trova anche un vitigno molto meno conosciuto ,il Pelaverga Piccolo,impiegato nella produzione del Verduno Pelaverga ,un tempo definito il vino delle merende,da gustare con salumi e formaggi poco stagionati,dal carattere semplice,poco tannico e con profumo fruttato,floreale e con spiccate note erbacee.
Tra i vitigni a bacca rossa cuneesi degni di considerazione possiamo citare :
Barbera Dolcetto Freisa Grignolino

La Barbera ,vitigno caratterizzato da una spiccata acidità gustativa ,nei pressi di Alba dà un vino con buona predisposizione all’affinamento.

Il Dolcetto viene definito il vitigno della “piemontesità”.Vitigno robusto e a maturazione precoce ,che in genere si conclude verso la metà di settembre ,si presenta con un nome aggraziato ma ingannevole ,dovuto alla dolcezza delle uve. Il vino prodotto è infatti secco,di colore rosso rubino vivace,compatto e a volte impenetrabile,con profumi fruttati e vinosi,gusto fresco e giustamente tannico. In provincia di Cuneo i Dolcetti si distinguono in :
Dolcetto Langhe Monregalesi - Dolcetto di Dogliani - Dolcetto di Diano d’Alba - Dolcetto di Alba.

Dal vitigno Freisa si producono vini rossi non particolarmente strutturati,ma dotati di profumi freschi di rosa e frutti di bosco a bacca rossa.
Mentre dal vitigno Grignolino si ottengono dei vini con colori rosso rubino piuttosto chiari,tenui sentori di frutta rossa e geranio e piacevole freschezza gustativa.

Come vitigno a bacca bianca ,sicuramente il più importante è l’Arneis ,che dà un vino elegante e profumato ,con sentori floreali di biancospino e ginestra ,mela e pesca su uno sfondo vegetale ,con un gusto fresco e vivace.
IL Moscato Bianco dà i suoi frutti migliori per elaborare il Moscato d’Asti e L’Asti Spumante (nonostante la denominazione Asti , la maggiore quantità di produzione è fatta in provincia di Cuneo).

È il caso di portare a conoscenza vini rari e meno conosciuti della provincia di Cuneo quali:
Langhe Favorita - Piemonte Chardonnay - Piemonte Cortese - Piemonte Moscato Passito - Colline Saluzzesi - Langhe Rosso- Roero – Alta Langa - Birbet ecc…


foto: © Matteo Ganora www.matteoganora.com

Di certo la viticoltura ,in provincia di Cuneo, occupa un posto importantissimo nella sua storia e nell’economia,sia per la tradizione dei suoi grandissimi vini,ma anche per una produzione di tutto rispetto ,attorno ai 100.494.132 bottiglie prodotte. (fonte albo vigneti 2004).



 

 
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